La creazione dei nuovi vini rispetta pienamente gli antichi metodi di vinificazione locale come, per esempio, quelle imposte da strutture come il “Palmento”. I vini “Tarucco”, creati dall’enologo Sebastiano Polinas, sono la felice espressione di questa idea.

Tenute Tarucco

Settecento anni di storia

Nel 1382, la tenuta Tarucco, che si trova nei pressi di Contessa Entellina in Sicilia centro-occidentale, passò alla dipendenza della Chiesa di Monreale per ordine del re Martino. La chiesa ha mantenuto questa dipendenza fino al 1812 quando il sistema feudale è stato abolito, a seguito della promulgazione della Costituzione siciliana.

Durante la seconda metà del XIX secolo, nel cuore della tenuta Tarucco, fu costruito un ‘baglio’ (tipica costruzione rurale siciliana), per la lavorazione di olive e, in particolare, delle uve coltivate nelle vicinanze. Dal 1920, il fondo Tarucco appartiene alla famiglia Geraci, che l’acquistò dalle famiglie Pallme König e Weidlich. Da sempre utilizzata per la produzione di vino e olio, questa tenuta è situata a 400-480 msl e si sviluppa su un terreno argilloso-calcareo, che è particolarmente adatto per la viticoltura; la costante esposizione ai raggi solari ed una buona escursione termica tra il giorno e la notte contribuisce ad ottenere uve di altissima qualità, con profumi ed aromi unici.

Recentemente, Antonella e Stefano Geraci hanno avviato un programma di rinnovamento e sviluppo del territorio con la modernizzazione del sistema di coltivazione delle uve. Così, accanto ad un’accurata selezione di uve internazionali, già ben radicate in Sicilia, sono coltivate con metodi tradizionali varietà autoctone come il Nero d’Avola, il Grillo e l’Alicante.

Lo scopo è quello di sperimentare nuove combinazioni di diverse varietà di uva, tutte allevate nello stesso ambiente, per dare corpo a vini che sono di nuova concezione ma profondamente radicati nella storia e nella tradizione della Sicilia. La creazione dei nuovi vini rispetta pienamente gli antichi metodi di vinificazione locale come, per esempio, quelle imposte da strutture come il “Palmento”. I vini “Tarucco”, creati dall’enologo Sebastiano Polinas, sono la felice espressione di questa idea.